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Scena roulette russa il cacciatore

Scena roulette russa il cacciatore

Ed è lui il più convinto della partecipazione alla guerra, portando questa filosofia personale nei teatri di combattimento. Ma il colpo solo del cacciatore muta ben presto nel colpo solo della pistola puntata alla tempia della roulette russa. Cimino, in più interviste, ha affermato che la lunga scena della tortura nella capanna-prigione lungo il fiume, compiuta dai vietcong che costringono i prigionieri al gioco mortale, non è altro che la sintesi di quello che fu la guerra.

Non voleva raccontare la guerra del Vietnam in sé, ma trasmettere l'emozione profonda e crudele di quello che doveva essere stato. E la reiterazione del gesto da parte di Nick, che continua a farlo partecipando nelle bische fino a morirne, non è altro che la descrizione dell'impossibilità di lasciarsi alle spalle il trauma: Nick non è mai realmente uscito da quella prigione lungo il fiume. Mike ci riesce, ma tornando a casa non potrà più cacciare il cervo e il suo colpo lo sparerà in aria, mentre in una scena drammatica farà subire il gioco all'amico Stanley John Cazale che minaccia con una pistola un altro uomo: Il terzo amico, Steven, torna anche lui ma su una sedie a rotelle, invalido nel corpo per sempre, icona fisica dei danni della guerra.

Ma prima di arrivare a questo Cimino narra nella lunga introduzione, in una messa in scena emotiva, dove lo spettatore diventa parte attiva - ospite oltre lo schermo - la vita di questa comunità operaia. Cimino è attratto dalle vicissitudini quotidiane di uomini e donne comuni. Per lui gli Stati Uniti e la loro storia sono un melting pot di razze, culture e religioni differenti: E una delle due scene clou della prima parte de "Il cacciatore" è appunto la rappresentazione del matrimonio ortodosso di Steven con la fidanzata.

La seconda scena clou è la caccia al cervo. Qui viene raccontata la filosofia di vita dell'americano medio, legato alla sua etica personale, caparbio, coraggioso, leale. E la sequenza sarà esattamente contrapposta a quella speculare della terza parte, dove la caccia sarà triste, ormai rito non più di coraggio e di sfida leale, ma inutile e mortifero, fine a se stesso.

In questo film dalla struttura narrativa circolare e bifronte allo stesso tempo, il matrimonio avrà come contraltare la cerimonia del funerale nel finale: Tutti cantano "God bless America" per lenire in qualche modo il dolore per perdita dell'amico, che è anche il disagio dell'intera comunità stretta intorno a lui: Dal punto di vista estetico, Cimino ha la capacità rara di far parlare emotivamente il paesaggio. Del resto è lui stesso a dire che il paesaggio è un personaggio all'interno dei suoi film. Ne "Il cacciatore" la scelta delle ambientazioni sono pressoché uniche e mai filmate prima.

Grazie anche al lavoro fatto sulla luce e sul colore da Vilmos Zsigmond, il paesaggio diviene materico e fisico, dove il sentimento umano è trasposto e interagisce con l'ambiente, e i personaggi si muovono all'interno di una messa in quadro sempre coerente con la loro evoluzione psicologica e la diegesi. Le due sequenze della caccia, ad esempio, trasmettono il senso di infinito e solitudine con colori dalle tonalità fredde e chiare, tutte virate sul bianco e il verde delle montagne, l'azzurro chiaro del cielo. Il sentimento di libertà di scelta e di conoscenza dell'uomo, immerso nella natura, risalta ed è potenziato da campi lunghi e medi ariosi ed eleganti.

Le sequenze interne - la fabbrica, il pub, la chiesa, il salone delle feste, i locali di Saigon e le strade riprese in notturna - virano invece su tonalità cupe, scure, con improvvisi scoppi di colore l'arancione del metallo in fusione nella fabbrica; il bianco dei vestiti delle donne alle festa; le camice bianche e la fascia rossa nelle bische della roulette russa , alternando sentimenti di festa a drammi personali e fatica fisica.

Il tutto giocato con movimenti della macchina da presa in piani sequenza ristretti e una gestione articolata e complessa del set il matrimonio nella prima parte, appunto oppure da primi e primissimi piani, drammaturgicamente intensi, messi in serie con campi e controcampi lenti e pensati nel resto del film. La reazione prova che Robert De Niro non se l'aspettava Bob who? Fu presentato come Bob, e nessuno lo riconobbe. Un set difficile - Le riprese in Vietnam furono molto avventurose: Campioni di tuffi - Robert De Niro e John Savage non furono sostutuiti da stuntmen per la scena della caduta nel fiume ne Il cacciatore: Banana Chris - Christopher Walken ottenne lo stralunato e inquietante aspetto di Nick ne Il cacciatore grazie ad una dieta costituita esclusivamente di riso e banane.

Botte da orbi - Gli schiaffi nella scena della prima roulette erano reali, per rendere più convincenti le reazioni degli attori. Un colpo solo Abbiamo aggiornato la normativa sulla privacy. Devi accettarla per andare avanti. Accetto le condizioni sulla privacy.

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2) Robert De Niro e John Savage nella scena della caduta nel fiume non si avvalsero di "Il cacciatore", la roulette russa e la morte di Nick. La roulette russa diviene così una forte metafora del suicidio di un popolo, E una delle due scene clou della prima parte de "Il cacciatore" è. Curiosità e citazioni sul film Il cacciatore (): aneddoti, citazioni, Salvataggio acrobatico - Durante la scena del salvataggio in elicottero, John Savage e Robert Lo sputo di Nick in faccia a Michael durante la roulette russa nel finale de. La lealtà del colpo solo: “Il cacciatore” duri e implacabili colpi nella scena della roulette russa, dopo essere stati catturati da alcuni Vietcong. Il cacciatore (The Deer Hunter) è un film del diretto da Michael Cimino. Sebbene non sia Vengono costretti a partecipare alla tortura della roulette russa mentre i carcerieri scommettono su di loro. Steven . Robert De Niro e John Savage non furono sostituiti da stuntmen per la scena della caduta nel fiume: dovettero.

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